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Lo strano caso della moria di cefali

La Guardia costiera ha risolto il mistero della grande quantità di cefali morti ritrovati nelle acque della spiaggia della darsena

VIAREGGIO — Ieri pomeriggio la Capitaneria di porto aveva rinvenuto nello specchio d'acqua antistante la spiaggia della Darsene un ingente quantitativo di cefali morti.

Le guardie costiere si sono subito attivate insieme all'Arpat e al Servizio Veterinario dell’ASL 12 “Versilia”, per mettere a fuoco le cause del fenomeno.

Tuttavia, pur non tralasciando la necessità di effettuare le dovute analisi chimiche e microbiologiche, i militari hanno da subito avuto il sospetto che le cause fossero da ricercare in qualcosa di più semplice e diretto: ossia l'uomo. 

Dopo alcune indagini e visionando le telecamere di sorveglianza installate nel porto che un pescatore professionista si era semplicemente liberato del pescato gettandolo nelle acque dell’avamporto. 

Il pescatore, sentito dai militari, ha confermato l’episodio dichiarando di essere rientrato dalla battuta di pesca con un ingente quantitativo di cefali che ha in parte venduto; il pesce avanzato, circa 20 chili, lo ha invece rigettato in mare. Le correnti hanno fatto sì che successivamente il pesce venisse ritrovato sulla battigia.

La Capitaneria ha quindi denunciato il pescatore per l'illecito comportamento, risolvendo così in breve tempo un caso che rischiava di allarmare viareggini e turistu. 

"Nessun inquinamento strano del mare - si legge in una nota della Capitaneria . ma solo la stupidità di chi avrebbe voluto usare il mare come naturale smaltimento di pesci morti, senza pensare all'allarme sociale creato da tale azione, di per sè vietata".

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