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Orlando a S.Anna, Renzi a Cavriglia

foto Sky Tg244

Il ministro della giustizia e l'ex premier, candidati alle primarie del Pd, presenti a due degli eventi organizzati in Toscana per il 25 aprile

TOSCANA — A cinque giorni dalle primarie del 30 aprile che decreteranno il nuovo segretario del Partito Democratico, due dei tre candidati alla segreteria, Matteo Renzi e Andrea Orlando, hanno scelto la Toscana per celebrare la Festa della Liberazione (il terzo candidato, il governatore della Puglia Michele Emiliano, ha invece preso parte alla cerimonia che si è tenuta nel sacrario di Oltremare di Bari).

Orlando, nella sua veste di ministro della giustizia, ha letto l'orazione ufficiale della cerimonia che si è svolta davanti al sacrario di Sant'Anna di Stazzema, luogo simbolo delle stragi nazifasciste. Presenti anche il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, e quello di Pietrasanta Massimo Mallegni.

"La vicenda di Sant'Anna non è l'unica che non ha avuto piena soddisfazione - ha detto Orlando - La giustizia si è mossa con molto ritardo e quando è arrivata ha potuto solo ristabilire alcune verità ma non dare piena soddisfazione a chi è stato così profondamente ferito. Non dobbiamo rinunciare ad operare per la ricerca della verità con l'ausilio degli storici e il conforto della memoria".

Matteo Renzi ha invece trascorso il 25 aprile nell'aretino e prima di raggiungere Cavriglia, dove l'amico e compagno di partito Enzo Brogi aveva organizzato un evento pubblico per la Festa della Liberazione, si è fermato a Castelnuovo dei Sabbioni, teatro di un'altra strage nazista, davanti al monumento ai caduti della Resistenza realizzato da Venturino Venturi. Poco prima, su Facebook, Renzi aveva augurato a tutti un buon 25 aprile "senza polemiche, senza odio, senza meschinità", in riferimento alle tensioni degli ultimi giorni fra il Pd, l'Anpi e la Brigata Ebraica che hanno portato allo svolgimento a Roma di manifestazioni separate. 

"Il 25 aprile non si deve usare come arma degli uni contro gli altri - ha dichiarato Renzi - Naturalmente nel rispetto di tutti i morti ma sapendo che qualcuno è morto dalla parte giusta e qualcuno da quella sbagliata. Il che non significa negare la pietà ma riconoscere che c0è una verità che è di quelli che volevano liberare il Paese da nazifascismo".

A margine delle cerimonie sia Orlando che Renzi hanno risposto a domande sulle primarie del Pd del 30 aprile.

"Noi le primarie le facciamo non parlando di Orlando e non parlando di Emiliano - ha dichiarato Renzi - Evidenziamo elementi che chiariscano con forza la differenza rispetto a Grillo e a Salvini, con tutto il rispetto noi non siamo nè Grillo nè Salvini. Ora bisogna fare uno sforzo per la più ampia partecipazione possibile anche se abbiamo scelto il giorno peggiore. Domenica c'è un partito che affida la sua leadership ai cittadini ed è un grande valore per la democrazia. E che votino centomila persone o un milione o dieci milioni saranno sempre di più di quanto decide uno da solo nel suo blog o nella sua villa".

"Le primarie funzionano così: chi vince dirige il partito e gli altri fanno squadra - ha detto Orlando - Fare squadra però significa anche battersi per le idee e le proposte per cui ciascuno ha chiesto il consenso degli elettori. Le elezioni in Francia hanno dimostrato che la sinistra non è sparita e che se ci fosse stata unità delle sinistre al ballottaggio ci sarebbe un candidato di sinistra. La Francia ci dice ancora che Macron ha preso voti non inseguendo la destra sull'antieuropeismo come talvolta fa qualcuno anche nel Pd".

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